Posso richiedere un prestito personale con la partita IVA?
Sì. Il prestito personale è accessibile anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti con partita IVA. La differenza rispetto a un lavoratore dipendente non riguarda la possibilità di accedere al credito, ma la documentazione con cui si dimostra la capacità di rimborso: al posto della busta paga, il riferimento principale è la dichiarazione dei redditi (Modello Redditi).
Come viene valutata la capacità di rimborso?
Per un lavoratore dipendente la valutazione parte dal cedolino mensile, che attesta un reddito certo e continuativo.
Per chi ha la partita IVA, il finanziatore analizza la dichiarazione dei redditi degli ultimi anni per verificare la continuità e la stabilità delle entrate nel tempo. Non è il singolo anno a fare la differenza, ma il quadro complessivo: un'attività avviata da tempo, con redditi dichiarati regolari e in linea con la rata richiesta, è un segnale positivo nella valutazione del merito creditizio.
Contano anche l'assenza di posizioni debitorie critiche nei Sistemi di Informazioni Creditizie e l'anzianità dell'attività.
Quali documenti servono?
Per avviare la pratica con partita IVA sono richiesti:
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Documenti identificativi in corso di validità (Carta d’Identità rilasciata in Italia, Passaporto o Patente rilasciata in Italia, più Passaporto, in caso di importo superiore ai 5.000 euro, e Permesso di Soggiorno per extra UE) più eventuale documentazione utile alla verifica della residenza;
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Codice Fiscale o Tessera Sanitaria, rilasciati in Italia;
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Documentazione reddituale che attesti le entrate (es. Modello Redditi ,);
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Documentazione relativa al garante, se previsto.
Eventuale documentazione integrativa verrà richiesta in fase di istruttoria.
I lavori autonomi possono richiedere la cessione del quinto?
Chi ha la partita IVA non può accedere alla cessione del quinto, che è riservata ai lavoratori dipendenti e ai pensionati. Il prestito personale è lo strumento più diretto per questa categoria.
Per chi invece svolge attività in forma di lavoro parasubordinato o ha una posizione mista, vale la pena verificare caso per caso con un consulente quale soluzione sia più adatta.
Come presentare la richiesta
Compass valuta ogni pratica considerando la storia reddituale complessiva del richiedente, non solo il tipo di contratto.
Il modo più diretto per capire le proprie possibilità è fissare un appuntamento in una delle oltre 340 filiali sul territorio italiano, dove un consulente può esaminare la documentazione disponibile e indicare la soluzione più coerente con il profilo economico.