La portabilità del prestito è il diritto del cliente di trasferire un finanziamento in corso da un istituto a un altro, ottenendo condizioni più favorevoli, senza dover sostenere spese, penalità o altri oneri aggiuntivi rispetto all'eventuale indennizzo previsto per legge in caso di rimborso anticipato.
La base normativa è l'art. 1202 del Codice Civile, che disciplina la surrogazione per volontà del debitore, integrata dalle disposizioni del Testo Unico Bancario in materia di credito ai consumatori.
Cos'è la surrogazione e perché riguarda anche i prestiti personali
Nel linguaggio comune la portabilità viene spesso associata ai mutui, ma si applica anche ai prestiti personali. La surrogazione consente al cliente di chiedere a un nuovo finanziatore di estinguere il debito residuo presso quello originario, subentrando nel contratto alle condizioni negoziate con il nuovo istituto.
Come funziona in pratica
Il processo parte sempre dal cliente, che contatta il nuovo finanziatore e presenta la richiesta di surroga. Il nuovo istituto valuta il merito creditizio, propone le nuove condizioni contrattuali e, se la richiesta viene accettata, si occupa di comunicare al finanziatore originario l'intenzione di subentrare.
Il vecchio istituto è tenuto a fornire il conteggio estintivo, che indica il capitale residuo, gli interessi maturati. Il trasferimento si perfeziona con l'estinzione del vecchio contratto e l'attivazione del nuovo: dal punto di vista del cliente, il cambio è sostanzialmente trasparente sul piano operativo.
Quando conviene trasferire il prestito?
La convenienza dipende da tre variabili:
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il differenziale di TAEG tra il contratto attuale e quello proposto;
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la durata residua del finanziamento;
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il capitale ancora da rimborsare.
Con un piano di ammortamento alla francese, la quota interessi è più alta nelle prime rate e si riduce progressivamente; chi ha già rimborsato buona parte del prestito ha meno margine di risparmio effettivo rispetto a chi è nella fase iniziale del contratto.
Conviene sempre confrontare il costo totale residuo del contratto corrente con il costo totale del nuovo, includendo l'eventuale indennizzo e le spese accessorie (polizze, commissioni di gestione). Il TAEG, non il TAN, è l'indicatore corretto per questo confronto.
Portabilità e consolidamento debiti
La surrogazione riguarda un singolo finanziamento: si trasferisce da un istituto all'altro, puntando a condizioni migliori su quel contratto specifico.
Chi invece gestisce più rate contemporaneamente (un prestito personale, un finanziamento auto, una carta revolving) si trova di fronte a un problema diverso, che la portabilità da sola non risolve. in questo caso potrebbe essere di interesse riunire le rate in un’unica rata mensile ricorrendo al consolidamento debiti: un unico nuovo finanziamento estingue tutti i contratti attivi e li sostituisce con una sola rata mensile, semplificando la gestione e spesso riducendo il peso complessivo delle uscite mensili.
Compass Consolido è la soluzione studiata per questa esigenza: permette di raggruppare fino a 7 finanziamenti attivi in un unico contratto, con un interlocutore solo e una scadenza sola.
Cosa valutare prima di fare richiesta
Prima di avviare una pratica di portabilità è utile raccogliere alcune informazioni:
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il piano di ammortamento aggiornato con il capitale residuo;
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il TAEG del contratto in corso;
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l'eventuale presenza di polizze assicurative collegate (in caso di surrogazione, la copertura può essere mantenuta o rinegoziata separatamente);
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la propria situazione creditizia aggiornata.
Banche e finanziarie consultano i Sistemi di Informazioni Creditizie (SIC) e la Centrale dei Rischi prima di concedere qualsiasi finanziamento: un profilo di pagamento regolare sul contratto in corso è un elemento favorevole nella valutazione.