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Imposta di bollo

L’imposta è una quota di reddito che lo Stato o altri enti pubblici prelevano in modo coattivo per il finanziamento di servizi di comune utilità. Esistono due tipologie di imposte: le imposte dirette e quelle indirette. Le prime sono applicate al patrimonio e al reddito e sono ad esempio l’IRPEF, l’IMU, ecc. Le imposte indirette invece si applicano al trasferimento o al consumo di un bene o di un servizio, come ad esempio: l’IVA, l’imposta di bollo, l’imposta ipotecaria, i contributi integrativi ecc.

Relativamente all’imposta di bollo, questa è un tributo fiscale che viene applicato a seconda della richiesta, della produzione o della presentazione di alcune tipologie di documenti.
L’imposta di bollo viene applicata alla richiesta di prestiti e finanziamenti. All’atto di una domanda di richiesta del prestito e al fine di tutte le pratiche necessarie all’avvio della pratica istruttoria viene richiesto il pagamento di un’imposta di bollo sui prestiti. Questo tributo può essere fisso o proporzionale ed è dovuto nella misura vigente al momento in cui si presenta l’atto o il documento.

L’imposta di bollo sui prestiti, quindi, rientra tra i costi ulteriori gravanti sul contratto di finanziamento che non sono ricompresi nel TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). L’importo dell’imposta di bollo è attualmente 16 € per tutti i contratti di prestito con una durata superiore a 18 mesi.
Tuttavia a tale cifra deve essere aggiunto un ulteriore costo relativo a tutte le comunicazioni effettuate tra l’istituto di credito e il soggetto debitore. L’imposta di bollo viene applicata esclusivamente alla prima rata del prestito, il costo relativo alle comunicazioni, di valore più esiguo, viene invece addebitato una tantum all’imposta di bollo.

Le modalità di pagamento dell’imposta di bollo sono varie: pagamento ad un soggetto intermediario convenzionato con l’Agenzia delle Entrate, pagamento diretto o versamento in conto corrente. Bisogna sottolineare tuttavia che questo onere fiscale a carico del richiedente grava anche se il cliente decida di esercitare il diritto di recesso dal contratto di finanziamento.

Imposta sostitutiva

In alternativa all'imposta di bollo, contestualmente alla richiesta di finanziamenti di durata superiore ai 18 mesi, può essere applicata l'imposta sostitutiva. Tale regime fiscale prevede l’applicazione di un’imposta, pari allo 0,25% dell’importo finanziato, alternativa a  quella di bollo (16 euro sul contratto + 2 euro per singola comunicazione di trasparenza e/o di post-vendita) e  sarà automaticamente applicata dal sistema gestionale in base alla convenienza economica per il cliente.

Oltre alla proporzionalità rispetto all’importo finanziato, l'imposta sostitutiva è legata all’effetto “sostitutivo”: per tutte le  pratiche di finanziamento soggette ad imposta sostitutiva, non sono dovuti all’Erario i 2 euro di bollo sulle  comunicazioni di post-vendita (incluse le ricevute sugli incassi) superiori al limite di 77,47 euro fissato alla  legge.