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Riscaldamenti 2026-2027: il calendario per zona climatica e i consigli per risparmiare

Riscaldamenti 2026-2027: il calendario per zona climatica e i consigli per risparmiare

Guida all'accensione dei riscaldamenti 2026: date e orari divisi per zona climatica, obblighi di legge e consigli pratici per tagliare i consumi di gas.

L’estate è oramai alle spalle e con l’inizio dell’autunno le giornate diventano sempre più brevi e le temperature più rigide. Inizia il periodo dei giubbotti, dei maglioni, dei piumoni e soprattutto si cominciano ad accendere i riscaldamenti. Per chi ha un riscaldamento centralizzato in casa o in ufficio, ci sono regole e soprattutto date piuttosto stringenti da rispettare per l’accensione. In base alla propria posizione geografica, c’è una data di accensione e una di spegnimento.

Tutto viene regolato dalla classificazione climatica dei comuni italiani introdotta dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 412 dell’agosto del 19931 che suddivide l’Italia in sei regioni climatiche. Si va dalla zona A (con un clima più mite) fino alla zona F (zone montane) e ognuna ha date specifiche per i riscaldamenti.

Rispettare il calendario, tuttavia, è solo il primo passo. Con il continuo rialzo dei costi del gas e la crescente attenzione al risparmio energetico, una corretta manutenzione dell'impianto diventa fondamentale. Far controllare la caldaia e pulire i radiatori prima dell'accensione non è soltanto un obbligo di legge per evitare sanzioni, ma rappresenta la strategia migliore per tagliare gli sprechi in bolletta ed evitare spiacevoli imprevisti durante i mesi più freddi. In questa guida troverai sia il calendario da rispettare per l’accensione dei riscaldamenti, sia utili consigli da seguire per la manutenzione ordinaria.

Che cosa sono le zone climatiche

L'Italia è un paese con un territorio molto variegato: tanti chilometri di coste e spiagge, zone interne collinari e il nord caratterizzato dalle Alpi e dalle montagne. Questo fa capire che il fabbisogno termico varia in base alla posizione del comune. Il clima di una cittadina alpina è radicalmente diverso da quello di una località costiera della Sicilia. Per questo motivo, la normativa italiana non applica una regola unica a tutto il territorio nazionale, ma suddivide i quasi 8.000 comuni in sei zone climatiche, identificate con le lettere dalla A alla F.

L'appartenenza a una specifica zona non dipende dalla posizione geografica in senso stretto, ma dai Gradi Giorno (GG) del singolo comune. I Gradi Giorno rappresentano l'unità di misura che calcola il fabbisogno termico di una località: più il clima di un comune è rigido, più alto sarà il valore dei suoi Gradi Giorno e, di conseguenza, maggiore sarà il periodo di accensione consentito per i riscaldamenti.

  • Zona A: Comuni con clima molto mite (fino a 600 GG).

  • Zona B: Comuni con clima mite (da 601 a 1.000 GG).

  • Zona C: Comuni con clima temperato (da 1.001 a 1.400 GG).

  • Zona D: Comuni con clima temperato freddo (da 1.401 a 2.100 GG).

  • Zona E: Comuni con clima freddo (da 2.101 a 3.000 GG).

  • Zona F: Comuni con clima molto rigido (oltre 3.000 GG).

Quando accendere i termosifoni nel 2026? Il calendario per zone climatiche

La suddivisione per zone climatiche permette di stilare un calendario che i singoli comuni devono rispettare. Si parte dalla zona A che ha periodi di accensione e spegnimento dei riscaldamenti un po’ più stringenti, fino alla zona F dove non ci sono limitazioni, ma molto dipende dalle temperature giornaliere. Oltre alla data di accensione e spegnimento, il calendario indica anche il numero di ore massime che il riscaldamento può rimanere in funzione ogni giorno.

Ecco una tabella riepilogativa:

  • Zona A – dal 1° dicembre al 15 marzo – 6 ore al giorno - Lampedusa, Linosa, Porto Empedocle

  • Zona B – dal 1° dicembre al 31 marzo – 8 ore al giorno - Palermo, Agrigento, Reggio Calabria, Siracusa

  • Zona C – dal 15 novembre al 31 marzo– 10 ore al giorno - Napoli, Bari, Cagliari, Salerno, Latina

  • Zona D – dal 1° novembre al 15 aprile– 12 ore al giorno - Roma, Firenze, Genova, Pescara, Ancona

  • Zona E – dal 15 ottobre al 15 aprile – 14 ore al giorno - Milano, Torino, Bologna, Venezia, Perugia

  • Zona F – Nessuna limitazione – Nessuna limitazione - Cuneo, Belluno, Trento, Aosta, zone montane

Queste sono le date previste nel Decreto del Presidente della Repubblica, ma i sindaci dei singoli comuni hanno la facoltà di ampliare o ridurre i periodi di accensione (e le ore giornaliere) tramite apposita ordinanza comunale in base alle temperature e al clima. Ad esempio, negli ultimi anni si è posticipata l’accensione a causa di un clima mite che si è prolungato ben oltre la fine dell’estate.

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Mantenere i riscaldamenti accesi per tante ore ogni giorno ha un impatto notevole sulla bolletta del gas, soprattutto in un periodo storico in cui il costo delle materie prime tende costantemente a crescere. Per questo motivo è necessario prendere delle accortezze quando si accendono i riscaldamenti e soprattutto quando si imposta il termostato.

Solitamente quando si sente freddo, si tende ad alzare il termostato per raggiungere rapidamente la temperatura desiderata, ma si tratta di un grosso errore. Secondo i dati ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), abbassare il termostato di appena 1 °C consente di risparmiare dal 7% all'10% sui consumi di gas in bolletta.2 La temperatura ideale è tra i 19 e i 20 gradi.

Per ottenere la temperatura desiderata è anche possibile dotare i riscaldamenti di valvole termostatiche in modo da controllare il flusso d’acqua in base alle proprie necessità. In questo modo si riesce anche ad abbassare il consumo di gas.

Manutenzione dei termosifoni prima dell'accensione: la checklist pratica

Avere un impianto di riscaldamento efficiente è molto importante per evitare sprechi e per non pagare bollette esageratamente alte. Prima dell’accensione dei termosifoni, è necessario effettuare un check periodico e chiedere l’aiuto a persone qualificate.

Ecco alcuni consigli da seguire prima dell’arrivo del freddo:

  • Effettuare lo sfiato dell'aria: Con il passare dei mesi di inattività, all'interno dei tubi si accumulano bolle d'aria che impediscono all'acqua calda di circolare uniformemente. Apri la valvola di sfiato posizionata in alto a destra del termosifone (usando una chiavetta o un cacciavite) tenendo un bicchiere sotto lo scolo: lascia uscire l'aria finché non inizia a scorrere l’acqua in modo uniforme.

  • Verificare la pressione della caldaia: Dopo aver sfiatato tutti i termosifoni della casa, la pressione del circuito idraulico potrebbe essere scesa. Controlla il manometro della caldaia: il valore ottimale a impianto freddo deve essere compreso tra 1,2 e 1,5 bar. Se è inferiore, aziona il rubinetto di riempimento situato sotto la caldaia per riportarlo a livello.

  • Installare e regolare le valvole termostatiche: Le valvole termostatiche (obbligatorie nei condomini con riscaldamento centralizzato) permettono di regolare la temperatura di ogni singolo radiatore da 1 a 5. Imposta un valore più alto nei locali più frequentati e riducilo al minimo nelle altre stanze, in modo da evitare sprechi.

  • Pulire la superficie esterna ed interna dei radiatori: La polvere depositata tra gli elementi del termosifone viene sollevata dall’aria calda, peggiorando la qualità generale dell’aria e riducendo lo scambio termico. Puliscili a fondo prima di accenderli usando uno scovolo o un panno in microfibra umido.